
Nell'Aprile del 2009, all'Aquila si verificò un forte terremoto che causò più di 300 morti, più di 1600 feriti, distruzione e macerie, ma in pochi forse sanno che le ondate sismiche che lo hanno preceduto, erano partite a settembre dell'anno precedente, continue e di bassa intensità, tanto che le persone non ci facevano più caso ritenendole "normali". Questa "abituazione" fece sì che le persone rimuovessero il terremoto dalle loro menti giudicandolo "di bassa portata", non pericoloso, e continuassero a vivere come se quelle scosse lievi non ci fossero mai state.
In effetti la mente, quando si trova in difficoltà, cerca di trovare una soluzione semplice e, se il fenomeno critico, tutto sommato, non impedisce le routines quotidiane, la soluzione più corta è del tipo "come se non ci fosse". Questo è il meccanismo di "difesa" tipico del "trauma da terremoto" dove la Mente cerca pure di evitare di parlarne per cancellarlo.
Nel nostro paese non esiste luogo sconosciuto al terremoto; nonostante ciò non esiste una coscienza collettiva di "preparazione" come invece ritroviamo in altri paesi del mondo. In Giappone i bambini vengono istruiti precocemente su come comportarsi durante il terremoto e le immagini video ci testimoniano una civiltà preparata per la sopravvivenza durante gli eventi sismici estremi: inoltre esistono Leggi ben definite nell'edilizia pubblica a partire dal 1980, che costringono i costruttori degli edifici ad operare con sistemi antisismici in modo da garantire l'integrita' delle strutture fino al settimo grado della scala Richter. Ogni anno vengono aggiornati i limiti entro cui le strutture non devono cadere e la lista dei danni limitati consentiti.
Nell'agosto scorso il terremoto a Tokyo superiore all'ottavo grado della Richter con attivazione tsunami, ha sfidato di nuovo questa popolazione che ha mostrato al mondo intero la sua capacità di preparazione costante su più fattori (non solo sulle tecniche edili ma anche sull'aspetto sociale e psicologico di veloce organizzazione): tutto ciò ha permesso una limitazione dei danni e delle perdite che sarebbero state esponenzialmente di più.
A questo punto risulta evidente che di fronte a questi eventi la cui prevedibilità rimane scarsa ovunque, sia fondamentale la riflessione umana verso l'imprevisto che deve essere tenuto di conto per garantire la sopravvivenza in caso di emergenza. Come vediamo spesso, l'attenzione verso la Prevenzione sul Terremoto è scarsa in Italia, se non inesistente. Le indicazioni a riguardo del comportamento da tenere DURANTE il terremoto sono poche e poco diramate, e le indicazione sul DOPO terremoto del tutto assenti.
Questo articolo vuole soltanto aprire una riflessione su come altri paesi reagiscono e si comportano rispetto ad una stessa categoria di emergenza climatica, in questo caso il terremoto, e quanto manca a livello psicologico sulle conoscenze preventive nel tessuto sociale, dai bambini agli anziani.
