Nell'Aprile del 2009, all'Aquila si verificò un forte terremoto che causò più di 300 morti, più di 1600 feriti, distruzione e macerie, ma in pochi forse sanno che le ondate sismiche che lo hanno preceduto, erano partite a settembre dell'anno precedente, continue e di bassa intensità, tanto che le persone non ci facevano più caso ritenendole "di casa". Questa "abituazione" fece sì che le persone rimuovessero il terremoto dalle loro menti giudicandolo "di bassa portata", non pericoloso, e continuassero a vivere come se quelle scosse lievi non ci fossero mai state.

In effetti la mente, quando si trova in difficoltà, cerca di trovare una soluzione e, se il fenomeno critico, tutto sommato, non impedisce le routines quotidiane, è "come se non ci fosse". Questo è il meccanismo di "difesa" tipico del "trauma da terremoto" dove la Mente cerca pure di evitare di parlarne per cancellarlo. 

Nel nostro paese non esiste luogo sconosciuto al terremoto; nonostante ciò non esiste una coscienza collettiva di "preparazione" come invece ritroviamo in altri paesi del mondo. In Giappone i bambini vengono istruiti precocemente su come comportarsi durante il terremoto e le immagini video ci testimoniano una civiltà preparata per la sopravvivenza durante gli eventi sismici estremi.